giovedì 16 agosto 2007

Quel che mi sovvien a del mio cor rimembramento


Quel che mi sovvien a del mio cor rimembramento
Dell’aere fuggente, del sorriso tra la pelle
Di ogni momento atteso nel ripensamento
Di quando madonna mia amare mi velle

Adesso dal paradiso nell’infero scento
E di quei attimi di placito spiro solo
del dì ito una languida umbra memento
che asconde la vida come la nebula il molo

Tedio di vivere, sia questa l’amara sorte
Che ad ogni istante eterno tempo cumresponde
Tanto da appassir come una subitanea morte

Il palpito d’amor che pria a noi ci sopraggiunse
Or vivi nei mie sogni come labile dea
E nelle lucine notti il mio cor ti raggiunge

3 commenti:

Anonimo ha detto...

a filò la parafrasi n'do sta?

Anonimo ha detto...

ecchecchezzo so oramai passati quasi ttre mesi e il commendatore non si degna più di diliziare i suoi stimati lettori?
si dimenticao di noartri? che le ronza per la testa? una mosca lesssa e fessa che viene defenestrata da una finestra? ma si dia una mossa e svelta, diamine, che dia una scossa anche al cor più ulcerabbile.
cordialmente

Anonimo ha detto...

aggiornare sta merda mai, vero?