mercoledì 27 dicembre 2006

Recensione The weather man (L'uomo delle previsioni)



L’uomo delle previsioni non è una semplice commedia, è un film tra il leggero e il drammatico, si ride ma la risata non è gioiosa, è carica di tristezza. D’altronde, come si potrebbe chiamare “commedia” un film che ha per protagonista un uomo infelice? Scordatevi film leggeri alla Pretty woman (bleah!) o film stupidamente superficiali come “Il diavolo veste Prada”, questo film potrebbe farvi addirittura male.
Il film parla di un “uomo delle previsioni” (interpretato da un Nicolas Cage strepitoso nella parte), non un meteorologo con laurea, un uomo medio, che fa un lavoro semplice, che vive una vita semplice, che ha avuto un infanzia semplice, un matrimonio semplice – anche se burrascoso – e che ha educato i figli in maniera semplice. Quest’uomo, David Spritzer, non ha mai faticato nella vita, non ha mai sofferto particolarmente per nulla, eppure è infelice. Non è triste, la sua vita è troppo semplice per essere infelice, solo che non è felice. Alla soglia dei quarant’anni si rende conto che le cose sono andate diversamente da come aveva previsto. E’ divorziato, l’ex-moglie lo detesta, vive con la costante certezza di sembrare un “cazzone” agli occhi di suo padre, la gente per strada gli tira addosso del cibo e il suo lavoro gli sembra solamente uno “pneumatico vuoto”. Nulla ha senso per David perché tutto è troppo semplice. Gli occhi di David sono spenti, vedono il vuoto. Poi, quando lavora tutto cambia, i suoi occhi si accendono, Dave ride, peccato che finga.
La vita di David è fast food, lui stesso è fast food. “E’ facile, il sapore non è male, ma non ti fornisce alcun nutrimento”. Così è la vita di David Spritzer, semplice ma senza “alcun nutrimento”, senza uno slancio. Da qui la passione di David per il tiro con l’arco. Il tiro con l’arco rappresenta quello slancio che David desidera ma che non riesce a trovare. Ogni volta che David scocca la freccia è come se cercasse di gettare tutta la sua vita, come se cercasse di “finire” (“la gente preferisce buttare che finire”).
David Spritzer rappresenta l’uomo moderno, quello che butta la vita e che non la finisce, quello che fa fatica a vivere proprio perché la vita stessa è troppo semplice, quello divorziato ma che non ha fatto assolutamente nulla per cercare di risolvere il matrimonio (significativa la scena in cui Spritzer manda a puttane tutto il lavoro terapeutico con la ex-moglie).
A David Spritzer non manca nulla, per questo è infelice. La sua infelicità si rispecchia nell’inverno di Chicago. The weather man è ambientato in una gelida Chicago, piena di neve e di ghiaccio, fredda, eccessivamente.
Poiché fa le previsioni del tempo in tv tutti lo fermano, tutti lo importunano e poiché fa un lavoro fin troppo remunerato per la poca fatica tutti gli tirano oggetti. Dave Spritzer è per molti un pagliaccio, una persona da umiliare.
Il finale del film è significativo. Dopo una vita vissuta nell’infelicità e nella rabbia David accetta la sua condizione e si rasserena. Da questo momento le persone che lo fermeranno non saranno più degli scocciatori ma degli ammiratori. Da questo momento non è più il pagliaccio delle previsioni, nessuno osa più tirargli niente addosso (“forse perché giro con un arco in mano”). David è realizzato, non è ancora felice (le scene finali inquadrano strade tristi e desolate) ma ha accettato la sua infelicità. David Spritzer decide così di "finire" la sua vita, senza buttarla.
Buona visione.

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